12 giugno 2018

I bambini sono poeti




I passerotti
non fanno rumore.
Essi abitano l’aria
con un leggero  battere d’ali.
Essi aspirano al nido
al conforto del cibo
e del calore.
Hanno morbide piume
come morbido e’ il cuore
che scandisce
nel loro petto
il tempo del vivere.
Hanno voci
cosi’ sottili ed incerte
che il silenzio
puo’ contenerle
e quando piangono
lasciano tracce di luce
negli arcobaleni
e nel vento.
Non fategli male.
La loro anima
e’ l’anima del mondo.



I bambini sono poeti: agiscono.
L'arte loro e’ agire la realta’. Interpretarla.
I bambini sono flessibili, creativi, adattabili.
Sono pratici ma non rinunciano alla fantasia.
Sanno mescolare l'acqua del desiderio
con la terra della possibilita’.
Grandi architetti dalle mani piccine,
mai dimenticano il cuore
e il futuro.

I bambini hanno fiducia nel cambiamento,
nello sviluppo
anche se aspirano alla stabilita’.

I bambini sono capaci di dare stabilita’ all'instabile,
di accettare la morale di cio’ che e’ osceno
di utilizzare l'ambivalenza

come altalena della conoscenza e dell'amore.
I bambini sotto roccaforti penetrabili, passerotti e sparvieri,
precari come le loro ire brevi,
come la disperazione dei loro pianti inconsolabili.
I bambini sono il dolore fatto allegria,
la disperazione che si risolve.
Hanno il cinismo della sincerita’,
la qualita’ dell'innocenza.

I bambini non aspirano alla gloria
poiché sono la gloria e vivono nel mito.
Non aspirano al sesso poiché essi sono il sesso.
Non temono la guerra perché dentro di loro si agita ogni guerra.
Potrebbero semmai patirla nel corpo
poiché nell'anima gia’ la conoscono
quale delitto degli adulti
a cui assistere senza poter fare nulla.
I bambini non temono la fame:
essi sono la fame.
Hanno fame di presenze come il cibo,
hanno fame di cibo come d'affetto.

I bambini hanno la prudente seduttivita’ dei deboli,
la loro apparente disperazione,
il senso di onnipotenza dei despoti,
la vocazione al martirio dei santi.
Non attendono il Messia
poiché ogni bambino e’ Messia e messaggero.
Se delusi o feriti fantasizzano delitti di gelosia e vendetta
ma sanno poi sorridere al perdono per dimenticare tutto
poiché l’amore e’ alfa e omega.
E’ alfabeto per sempre.

I bambini aspirano alla pace
e la realizzano nell’atto di credere
e creare.
I bambini considerano l'infanzia una grotta profonda,
un segreto armadio dove rifugiarsi
e attendere il tempo della crescita,
la nascita al mondo degli adulti.
I bambini conoscono l'infanzia come una violenza
necessaria da attraversare,
piena di arrivi e distacchi di gioie e pianti.
Non esistono bambini bugiardi.
I bambini abitano le bugie
e non raccontano bugie ma fiabe
poiché sono fatti di fiabe, di storie, di poesia,

I bambini non temono il pianto:
piangono con spontaneita’ e non sfuggono ai colpi della vita
poiché amano il colpire e affrontano il rischio di essere colpiti.
E vengono colpiti: dalle mani degli adulti,
dalla loro indifferenza,
dalla loro disattenzione mascherata di pazienza,
dall’ottusita’ delle loro buone intenzioni.
E’ facile colpire i bambini.
Ogni colpo resta impresso,
ogni azione e’ traccia d’anima.
I bambini osservano e partecipano,
agiscono e stanno a guardare.
Sentono gelo e calore,
si difendono e sono disarmati.

I bambini giudicano senza mai giudicare.
Quel che somiglia a un giudizio e’ per loro
soltanto un modo per abitare la paura.
I bambini considerano i genitori degli Dei:
li temono, ne invidiano l’apparente onnipotenza,
li giustificano sempre,
ne sopportano ogni debolezza.

Non fategli male,
la loro anima e’ l’anima del mondo.

Maria Rita Parsi

6 giugno 2018

Un decalogo per il papà, proposto da un bambino


Dieci regole/consigli da tenere sempre in mente e nel cuore. A volte ci si dimentica, quindi di tanto in tanto rileggiamole.

1. Non viziarmi. So benissimo che non dovrei avere tutto quello che chiedo. Voglio solo metterti alla prova.

2. Non essere incoerente: questo mi sconcerta e mi costringe a fare ogni sforzo per farla franca ogni volta che posso.

3. Non fare promesse: potresti non essere in grado di mantenerle. Questo farebbe diminuire la mia fiducia in te.

4. Non correggermi davanti alla gente. Ti presterò molta più attenzione se parlerai tranquillamente con me a quattr'occhi.

5. Non brontolare continuamente: se lo fai dovrò difendermi facendo finta di essere sordo.

6. Non badare troppo alle mie piccole indisposizioni. Potrei imparare a godere di cattiva salute se questo attira la tua attenzione.

7. Non preoccuparti per il poco tempo che passiamo insieme. È come lo passiamo che conta.

8. Non permettere che i miei umori suscitino la tua ansia perché allora diventerei ancora più pauroso. Indicami il coraggio.

9. Non dimenticare che non posso crescere bene senza molta comprensione ed incoraggiamento... ma non ho bisogno di dirtelo, vero?

10. Ricordati, io imparo di più da un esempio che da un rimprovero.

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