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26 ottobre 2017
Mio figlio mi ha detto: vattene!
Ci sono certe parole che colpiscono al cuore. Come un dardo che ti prende sul petto e ti schianta con le spalle al muro. Non capite male, mio figlio non mi ha detto vattene veramente. Aveva bisogno di stare da solo con la sua mamma e in quel momento ero di troppo. Alex sente il bisogno di stare a volte con la mamma, a volte con il papà, a volte con la zia, ma non avevo mai sentito la forza del “vattene”. Non mi sento geloso, anzi ogni momento che li vedo insieme mi si riempie il cuore; è una delle emozioni più positive e vere quello di vedere mamma e figlio insieme. Però quella parolina mi ha colpito. Ho pensato al futuro quando sarà adolescente e mi strillerà “vattene” dalla sua camera o tutti gli insulti che prima o poi mi dirà. Non mi abituerò mai, non sono parole a cui io mi possa mai abituare. Ho fatto una cosa che non dovevo fare, ne sono consapevole: me ne sono andato via dicendogli che papà aveva giocato con lui tutto il pomeriggio e, questo vattene, non era giusto. Lo ammetto mi sono comportato da bambino. I bambini veri per fortuna sono speciali, perché perdonano, dopo pochi minuti di coccole con la mamma, sento: “Papiiinoooo, dove sei?”. Papà è qui! Papà ci sarà sempre anche quando un giorno mi tirerai un libro e mi caccerai dalla tua stanza. Anche quando me ne andrò indispettito sbattendo la porta. Nonostante tutto papà ti sarà vicino e quando chiederai “dove sei?”, sentirai “sono qui, vicino a te, sempre!”.

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