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27 settembre 2017

Asilo e inserimento



Ormai sono passati 10 giorni da quando abbiamo iniziato l’inserimento di gnappo.  Il primo giorno è stato un colpo. Vederlo con lo zainetto in spalla che camminava, spedito, verso scuola, ha proiettato il mio pensiero in avanti al primo giorno di elementari, al primo delle medie e al primo delle superiori. Mi sono accorto che il tempo stava volando come il vento. Nooo… avrei voluto che si fermasse subito. Purtroppo il tempo fa come gli pare: cioè va in avanti.
Prima che nascesse  pensavo che da 0 a 5 anni mio figlio dovesse stare a casa con noi. Poi ti rendi conto che i genitori sono limitati e limitanti. Quando vedi che tuo figlio farfuglia frasi incomprensibili con un altro bambino e questo gli risponde con altrettante frasi incomprensibili e alla fine si capiscono, ti rendi conto che c’è qualcosa che ti sfugge.
L’unica cosa che comprendi è che esiste un piccolo mondo dei piccoli, dove ci sono conversazioni, interazioni ed equilibri che tu non potresti mai dare. In effetti a casa non c’è molto equilibrio,  gnappo chiede e io faccio: papà tu mettiti qui, papà dammi treno, spostiti, papà dammi camions. E tu obbedisci, non è che lo vizio (almeno spero di no): al dammi vino, dammi birra e fammi guidare la macchina grande gli dico anche di no.
Stando insieme agli altri bambini impara che gli altri dicono anche no, che non può prendere tutto quello che vuole, che non è tutto suo. Mica male!
In fin dei conti siamo convinti che per la sua crescita questa sia la scelta migliore.  Anche se sentirlo piangere e implorare che tu torni è straziante. La fase di inserimento più che al bambino serve a noi, per metabolizzare il distacco. In fondo è stato con noi, e sempre con noi, per più di due anni e adesso lo si lascia con delle persone che non conosci.
Una cosa che mi rincuora sono i lavoretti che fa all' asilo, mi rendo conto che impara, che si diverte e inizia a esplorare il mondo. Solo un passo più lontano da noi!

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